Chiesa Madonna del Carmelo Delia


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Le 7 Allegrezze

Mad. del Carmelo > Preghiere

Rallegrati, Maria, predestinata
Figlia eletta del Padre Onnipotente:
Tu fosti concepita Immacolata,
rivestita di sole risplendente;
nei Cieli sei dagli Angeli esaltata,
sulla terra Regina ognor clemente.
Oggi, devoto, il nostro cuor ti onora,
bella Maria, del Carmine Signora.

Ave Maria.

Del Carmelo, Maria, Madre e Signora, difendi i figli tuoi nell'ultima ora.

Rallegrati, Maria, Vergine bella,
gran Madre di Gesù, Verbo Incarnato:
Or che splendi lassù, propizia Stella,
mostraci in questo esilio desolato,
nel buio, nel dolor, nella procella,
il Frutto del tuo Seno Immacolato.
A te noi, figli tuoi, corriamo ognora,
bella Maria, del Carmine Signora.

Ave Maria.

Del Carmelo, Maria, Madre e Signora, difendi i figli tuoi nell'ultima ora.
Rallegrati, Maria, fiamma d'Amore,
dello Spirito Santo augusta Sposa:
Trono di Sapienza e di Timore,
Maestra di Pietà, mistica Rosa;
Tu sei Fortezza e Speme nel dolore,
e ogni alma in Te confida, in Te riposa.
E con eterni canti ognun ti onora,
bella Maria, del Carmine Signora.

Ave Maria.


Del Carmelo, Maria, Madre e Signora, difendi i figli tuoi nell'ultima ora.

Rallegrati, di gioia e di sorriso
Arca divina, d'ogni Grazia piena:
l'infelice che guarda il tuo bel Viso,
nella valle del duol, si rasserena:
negli occhi tuoi c'è un dolce Paradiso,
che consola ogni lacrima e ogni pena;
la tua bellezza ogni anima innamora,
bella Maria, del Carmine Signora.

Ave Maria.

Del Carmelo, Maria, Madre e Signora, difendi i figli tuoi nell'ultima ora.

Rallegrati, Maria, Fonte di Vita,
dei Tesori del Ciel Dispensatrice:
ogni Grazia da Te viene elargita
con amorosa Mano ausiliatrice,
mentre il materno Cuor tutti ci invita
ad invocarti pia Consolatrice.
Pei figli tuoi, benigna, il Cielo implora
bella Maria, del Carmine Signora.

Ave Maria.

Del Carmelo, Maria, Madre e Signora, difendi i figli tuoi nell'ultima ora.

Rallegrati, Maria, Fior del Carmelo,
Vergine e Madre, singolare Arcano:
Vite fiorita sei, splendor del Cielo,
Stella del mare nel travaglio umano.
Ai figli tuoi, difesi dal tuo Velo,
mite e materna stendi la tua Mano:
ai Carmelitani privilegi ancora
dona, Maria, del Carmine Signora.

Ave Maria.

Del Carmelo, Maria, Madre e Signora, difendi i figli tuoi nell'ultima ora.

Rallegrati, del Carmine Maria,
rifugio ed Avvocata ai peccatori:
scendi, celeste Nuvola d'Elia,
ad irrorar di Grazia i nostri Cuori,
che, un giorno, nell'eterna melodia,
canteranno coi tuoi celesti Cori:
Viva del nostro Ciel la bella Aurora,
Viva Maria, del Carmine Signora!

Ave Maria.


Del Carmelo, Maria, Madre e Signora, difendi i figli tuoi nell'ultima ora.

ORAZIONE

Assisti i tuoi fedeli, Signore, nel cammino della vita, e per intercessione della Beata Vergine Maria, fa che giungiamo felicemente alla santa montagna, Cristo Gesù, nostro Signore, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

1. Ave, Maria, piena di grazia, tempio della Trinità, ornamento della suprema bontà e miseri*cordia. Per questa tua gioia noi ti preghiamo di meritare che Dio Trinità abiti sempre nel nostro cuore e ci accolga nella terra dei viventi.

2. Ave, Maria, Stella del mare. Come il fiore non perde la bel*lezza a causa del profumo che e*mana, così tu non perdi il can*dore della verginità per la na*scita del Creatore. O Madre pia, per questa tua seconda gioia, sii nostra maestra nell'accogliere Gesù nella nostra vita.

3. Ave, Maria, la stella che vedi fermarsi sul bambino Gesù ti invita a rallegrarti perché tutte le genti adorano il tuo Figlio. O stella del mondo, fa' che anche noi possiamo offrire a Gesù l'o*ro della purezza della nostra mente, la mirra della castità della nostra carne, l'incenso della preghiera e dell'adorazione con*tinua.

4. Ave, Maria, una quarta gioia ti è concessa: la risurrezione di Gesù il terzo giorno. Questo evento rafforza la fede, fa rina*scere la speranza, concede la grazia. O Vergine, madre del Ri*sorto, effondi preghiere a tutte le ore affinché, grazie a questa gioia, al termine della nostra vita, sia*mo riuniti ai cori beati dei citta*dini del cielo.

5. Ave, Maria, hai ricevuto una quinta gioia, quando hai visto il Figlio salire alla gloria. Attra*verso questa gioia imploriamo di non sottometterci alle potenze del demonio, ma di salire al cie*lo, dove finalmente possiamo go*dere con te e con il Figlio tuo.

6. Ave, Maria, piena di grazia. La sesta gioia te la dona lo Spi*rito Santo Paraclito, quando di*scende dall'alto a Pentecoste sot*toforma di lingue di fuoco. Per questa tua gioia noi speriamo che il Santo Spirito bruci col suo fuo*co di grazia i peccati causati dal*la nostra cattiva lingua.

7. Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Alla settima gioia Cristo ti ha invitato quan*do ti ha chiamato da questo mon*do al cielo, innalzandoti al di sopra di tutti i cori celesti. O Madre e Maestra, intercedi per noi affinché anche noi siamo in*nalzati al sommo delle virtù della fede, della speranza, della ca*rità per poter un giorno essere uniti ai cori dei beati nella gioia eterna.


Preghiamo:
Signore Gesù Cristo, che ti sei degnato di rallegrare la gloriosa Vergine Maria con questa gioia settiforme, concedimi di celebrare devotamente queste medesime gioie, affinché, me*diante la tua materna intercessione e i suoi meriti gloriosi, io possa essere sempre liberato da ogni tristezza presente e merita*re di gioire eternamente della tua gloria, insieme a lei e a tutti i tuoi santi. Amen.

LE SETTE ALLEGREZZE DI MARIA



O isola eletta e più id’ogni altra degna
D’esser chiamata madre di colui
Che solo eternalmente vive e regna;
Non disvoler che il tuo idevoato, a cui
Sempre hai concessa tua misericordia,
Parli di te che preghi ogn’or per nui.
Tu sola mitigasti la discordia
Che fu tra Dio e l’uomo, e tu cagione
Sei d’ogni bene che quaggiù si esordia,
Per te si aperse la scura prigione
Di quell’abisso che mai non si sazia
Di nostra umana generazione.
Ricordati quando piena di grazia
Fosti chiamata da quel degno messo
Che col suo creatore in ciel si spazia,
E come con tremor turbata adesso
Tu rispondesti all’angelico canto
— Come potrebbe seguir questo eccesso? —
Ma poi udendo che ’l Spirito Santo
Sopravverebbe in te e come Dio
Della tua carne vestirebbe il manto,
Allora con divoto aspetto e pio
Dicesti — Ecco l’ancella del Signore,
Sia fatto ciò che vuole il padre mio; -
E come adesso quel sommo fattore
Fe nel tuo ventre discender suo figlio
Che poi fu morto per lo nostro amore.
Poi ti ricorda che senza ogni impiglio
Tu lo portasti e poi lo partoristi
Senza dolore e senza alcun periglio;
E la virginità che tu avisti
Nel nascer tuo così monda ed intera
Rimase dopo il parto che tu fisti.
E come il sole in sua lucida spera
Il vetro non corrompe e per lui passa,
E sua chiarezza riman pura e mera;
Così la tua verginità, che nassa
Ogni purità ogni mondezza,
Col corso natural non si compassa.
Ricordati della terza allegrezza
Che tu avesti, quando i magi santi
Venner ad onorar tua poverezza
Con tanta riverenza nei sembianti
Ed un’offerta tanto graziosa,
Che gli angiol d’allegrezza ne fêr canti.
Ti ricorda, quando eri dolorosa
Più che ogni madre, vedendo esser morto
Colui che amavi sopra ogni altra cosa,
Risuscitar vedesti il tuo conforto
Sì gloriosamente e con vittoria
Che fe il poter del nemico più corto.
Ancora ti ricorda che alla gloria
Del ciel salì con lo primo parente
Scrivendo lui e gli altri in sua memoria.
Poi ti ricorda come ei fe ardente
Col Spirto Santo la turba apostolica
A sofferir per noi morte innocente;
Che volendo ampliar la fè cattolica
Non temer mai affanno nè martìro
Per annullar la fede diabolica.
Poi ti ricorda che dall’ampio giro
Dell’empireo ciel per te discese
Volendoti partir del mondo diro.
Deh pensa, madre, s’ei ti fu cortese,
Gh’altri mandar non volse già, ma venne
Per onorar la carne che in te prese.
Allora mosser le sacrate penne
Tutte le gerarchie angelicale,
Per farti onore quanto si convenne.
Con lui venne il trionfo profetale
E’ patriarchi e tutta la milizia
Dell’ alto concistor celestiale.
Poi si raccolse la lieta primizia
De’ tuoi figliuoli apostoli, che spanta
Era per convertir nostra letizia.
E il corpo tuo con quell’anima santa
Portato fu in ciel dal tuo diletto
Con melodìa che per uom non si canta :
E poi t’incoronò con uno aspetto
Paterno e filial, dicendo — Tota
Es pulchra, amica mea, senza difetto; —
Scrivendo tutti i santi a simil nota.


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